Scalea, Full card: 3 condanne e 7 assoluzioni

I fatti risalgono al 2009. Due custodie cautelati erano state all'epoca eseguiti dai carabinieri e tre persone erano finite ai domiciliari.

SCALEA – Full Card: tre condanne, sette assoluzioni e un non luogo a procedere.

Giunge a conclusione presso il tribunale di Paola in composizione collegiale l’operazione condotta dai Carabinieri di Lagonegro e dalla procura di Paola e relativa a un gruppo che secondo l’accusa era specializzato nelle truffe on line. Queste secondo l’accusa, venivano portate a termine attraverso il furto di identità, l’intrusione abusiva in sistemi telematici e l’indebito utilizzo di carte di credito.

Una base che era stata individuata nell’Alto Tirreno cosentino. Gli imputati sono stati rinviati a giudizio nel 2012. Tra di loro un sottoufficiale della finanza, Vincenzo Parrilla, tragicamente deceduto qualche anno fa a seguito di un malore.

Il collegio presieduto da Paola Del Giudice ha condannato Stefano Antonucci (ritenuta la continuazione dei reati) alla pena di cinque anni e quattro mesi di reclusione; Domenica Cirigliano a due anni e cinque mesi di reclusione; Giusi Catucci a due anni e dieci mesi di reclusione.

Stefano Antonucci è altresì interdetto in perpetuo dai pubblici uffici nonché interdetto legalmente per la durata della pena. Antonucci e Cirigliano sono altresì condannati al risarcimento dei danni patiti dalla Snai Spa da liquidarsi in separato giudizio, nonché al pagamento delle spese in giudizio della suddetta parte civile che liquida in 4mila 450 euro.

Luigi Catucci è invece assolto per non aver commesso il fatto; Angela Campagna assolta dal reato ascritto perché il fatto non sussiste. E analogamente è assolto Valentino Muscatello. Sono invece assolti Pasquale Fucci, Lucia Policchio, Giovanni Persisco e Marco Calderaro per non aver commesso il fatto. Dichiara inoltre di non doversi procedere (per Angela Campagna) in ordine a un capo di imputazione per precedente giudicato. Infine di non doversi procedere nei confronti di Vincenzo Parrilla in ordine ai reati allo stesso ascritto perché estinti per la morte del reo. Le motivazioni tra 90 giorni.

Detta associazione secondo le indagini commetteva delitti di truffa, possesso di documenti d’identificazione, sostituzione di persona, riciclaggio, continuato accesso abusivo a sistemi informatici, nonché un continuato utilizzo indebito di carte di credito. Nel ruolo apicale di maresciallo della guardia di finanza, Vincenzo Parrilla che “era al capo di questa organizzazione e ne assumeva il coordinamento direttivo, la direzione e l’indirizzo operativo verso gli altro sodali”.

Parrilla, spiega la procura, “pur se sospeso all’epoca dei fatti per pregresse vicende giudiziarie tutta via non provato della divisa ad’ordinanza, strumentalizzava a fini privati e criminosi, il proprio ufficio pubblico, inducendo altresì numerose persone fisiche e persone giuridiche in errore, sempre al fine di trarne profitto per sé e i compartecipi, procurando ingenti profitti (ingiusti) con altrui danni”.

Un danno anche per la Snai Spa che veniva indotta in errore: venivano riscosse dagli imputati vincite illegittime perché effettuate su carte prive della stessa provvista.

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