Sanità negata, i sindaci: mobilitazione di massa del popolo

Prodotto un documento fitto di richieste nella riunione praiese dei sindaci del territorio. “Se entro una settimana non saranno accolte mobilitazione di massa del Tirreno cosentino”.

PRAIA A MARE – Revoca del decreto di attuazione del vigente Piano di rientro dai disavanzi del Ssr calabrese. Ridiscussione dell’atto di riorganizzazione delle reti sanitarie con sindacati di settore e amministrazioni comunali. Il tavolo interministeriale che vigila sulle regioni soggette a commissariamento della sanità non prenda in considerazione le ultime determinazioni dei commissari calabresi. Rimozione di quest’ultimi, Scura ed Urbani, anche su richiesta del Consiglio della Regione Calabria. Nomina di nuovi commissari con assenso sui nomi da parte del presidente della Giunta, Mario Oliverio. Riapertura dell’ospedale di Praia a Mare. Ottemperanza della sentenza del Consiglio di Stato che ha dichiarato illegittima la conversione del presidio praiese in Casa della salute. Rivisitazione della rete ospedaliera del Tirreno cosentino. Il tutto con riscontri concreti entro una settimana altrimenti proclamazione della mobilitazione di massa del popolo del Tirreno cosentino.

Un lungo elenco e una precisa minaccia finiti nero su bianco oggi in un documento ufficiale redatto dai sindaci del territorio riuniti nella sala consiliare di Praia a Mare alla presenza del consigliere regionale Giuseppe Aieta e del responsabile dell’Organizzazione del Pd Calabria, Giovanni Puccio.

Le richieste del consesso saranno indirizzate al premier Matteo Renzi, al Ministro della Sanità, Beatrice Lorenzin, al cosiddetto Tavolo Adduce (interministeriale), al governatore calabrese Mario Oliverio e, per estensione, alla Giunta e al Consiglio della Regione Calabria.

Nel corso della riunione, inizialmente a porte chiuse, poi aperta alla stampa e al pubblico, si è deciso anche altro. Nessun incontro con Massimo Scura. Si è appreso infatti che il commissario per l’applicazione del piano di rientro dal deficit economico della sanità calabrese abbia contatto più di un primo cittadino chiedendo un ulteriore incontro. Su questo punto è passata la volontà di quei sindaci che ritengono scaduto il tempo delle chiacchiere.

L’unica concessione data alla linea istituzionale o morbida è l’assenso a che una delegazione di sindaci consegni il medesimo documento oggi sottoscritto a Luca Lotti. Il sottosegretario di stato alla presidenza del Consiglio dei Ministri (il numero due di Renzi) è atteso in settimana in Calabria.

Scartate, invece, altre ipotesi che contemplino la ricerca di una mediazione da parte di rappresentanti dell’attuale maggioranza governativa.

Se le richieste di cui sopra non saranno accolte i sindaci si rivedranno di nuovo nella sala consiliare di Praia a Mare mercoledì 16 marzo alle 10.

Durante la riunione, Gino Spolitu ha proseguito la sua protesta per la sanità del territorio aggiungendo feroci critiche all’operato dei sindaci. “La loro azione – ha detto – è fatta di riunioni che non porteranno ad alcun risultato. Stanno solo sprecando tempo. Se vogliono davvero smuovere le acque, lascino le loro stanze e vengano qui ad incatenarsi con me”. Spolitu, infatti, questa mattina è rimasto alcune ore incatenato in Piazza Italia, luogo nei pressi della riunione dei sindaci. Per cronaca va detto che prima dell’incontro in sala consiliare, ha ricevuto la visita di alcuni primi cittadini. Tra questi Ugo Vetere di Santa Maria del Cedro e Antonio De Caprio di Orsomarso. In seguito si è poi recato in piazza municipio dove ha inveito a gran voce contro i primi cittadini chiusi in forma privata nella sala consiliare. Alcuni istanti dopo – come detto – è stato consentito l’accesso a tutti i presenti. Spolitu ha seguito la riunione ancora imbracato  dalle corde. Poi è tornato al suo presidio in piazza Italia.

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Di seguito vi riportiamo una trascrizione degli appunti presi questa mattina seguendo i singoli interventi effettuati dai presenti al tavolo.

ANTONIO PRATICÒ, sindaco di Praia a Mare – Dopo aver chiarito il motivo per il quale, almeno inizialmente, la riunione è stata effettuata a porte chiuse (“così era previsto, è stata erroneamente pubblicizzata come pubblica”) ha raccontato un retroscena.

“Alle 23 di venerdì (a margine di una ennesima riunione di sindaci a Scalea) mi ha telefonato il commissario Scura chiedendo di incontrarmi martedì a Catanzaro. Ho avvisato sindaci di questa cosa e per questo ci siamo riuniti questa mattina. Dobbiamo decidere luna linea da tenere per il prosieguo della vicenda”. Dopo uno strale breve ma intenso nei confronti di un “parlamentare del posto oggi assente” (più d’uno ci ha letto un riferimento a Ernesto Magorno) ha proseguito: “Scura non è stato l’unico a contattarmi. Componenti del mio partito (il PD, ndr) mi hanno pregato di non fare questa riunione in forma pubblica, temendo che si potesse aggravare la situazione. Inoltre, oggi mi ha chiamato Oliverio e mi ha chiesto di dire ai sindaci qui presenti che lui conferma ancora una volta la posizione già espressa nell’incontro avvenuto con lui in regione. Oliverio non demorde sulla posizione di Praia a Mare e porterà questa battaglia fino al Governo. Noi sindaci siamo uniti e lavoriamo, nonostante qualcuno non la pensi così”.

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GIUSEPPE AIETA, consigliere regionale – “Scura fa giochetti. Questa è la considerazione che si ha di noi. Ma non ha capito con chi ha a che fare. Per legge il decreto doveva essere redatto con il coinvolgimento dei sindacati, dei medici, dei sindaci, del consiglio regionale. Il presidente Oliverio in tutto questo tempo ha voluto essere giustamente prudente. Ma poi è sbottato e ha detto basta! L’atto di Scura e Urbani è contro legge. Dopo Oliverio hanno chiesto lo stop del decreto sia il capogruppo e il segretario regionale del Pd. Se non facciamo questo, noi siamo zero e dobbiamo tornare a casa. Tutti a casa! Scura vada via dalla Calabria. Ha dimostrato di non conoscere l’abc della sanità. Non è solo questione di riaprire Praia a Mare, è tutto il territorio che merita una sanità migliore”.

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GIOVANNI PUCCIO, segreteria Pd Calabria – Puccio ha portato le scuse del segretario calabrese del partito, Ernesto Magorno, ripartito verso Roma a causa di un impegno improvviso. Ma ha incassato l’ira del sindaco di Praia a Mare. “Non ha scusanti – ha detto Antonio Praticò –, doveva essere qui”!

UGO VETERE, sindaco di Santa Maria del Cedro – “Io sono un uomo di Oliverio, pur non essendo tesserato al suo partito. Ma non ho problemi a dire chiaramente che i nostri problemi derivano dalle spaccature del Pd. A tutti gli interessati degli organi dello Stato che devono decidere in merito dico una cosa: la sanità deve essere discussa su questo territorio. Capiscano questi rappresentanti che la prossima volta che si andrà alle urne ci saranno le preferenze per andare al Parlamento. Si regolino altrimenti come elettori li manderemo tutti a casa. Io dico: andiamo da Scura. Voglio capire il perché di questo decreto e se lui stesso conosce la realtà per la quale ha preso decisioni. Va ricordato che il presidente Oliverio ha fatto in modo che il decreto non sia stato firmato dal dirigente del settore, quindi non ha ancora alcuna validità”.

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GAETANO SOLLAZZO, sindaco di Diamante – “Gli ingegneri facciano le case (Scura è un ingegnere, ndr). Massimo Scura è stato scorretto con tutti noi. Ad agosto ci ha fatto leggere un decreto. Poi, tre giorni fa ne ha emanato un altro. Ma non dobbiamo preoccuparci. Quel decreto è nullo. Non ci sono le firme del dirigente e del presidente della Giunta. Oltretutto quel decreto è da mani nei capelli, non solo per quanto stabilito a Praia a Mare. In quasi ogni suo punto ci sono paradossi. Ne cito solo uno: ha dislocato l’unità Stroke a Cetraro ma la rianimazione è a Paola. Io propongo di non incontrare per nessun motivo Scura. Non incontriamo nessuno! Secondo me dobbiamo fare un documento da inviare alla Lorenzin e da consegnare giovedì a Luca Lotti che sarà a Cosenza. Dobbiamo essere irremovibili sulla rimozione dei commissari e sull’applicazione della sentenza del Consiglio di Stato”.

ANGELO AITA, sindaco di Cetraro – “Il Pd si prenda le sue responsabilità. Luca Lotti aveva dato garanzie a Trebisacce. Ma io credo che la sanità non possa essere una questione di concessioni. Io Scura l’ho mandato a quel paese nel corso di un incontro. Da Scura sono andati tutti per portare acqua al proprio mulino: sindaci, operatori sanitari, e altri. Io non sono un componente del Pd, ma mi sento molto vicino al presidente Oliverio a cui dico francamente che il suo “Ora basta” deve produrre delle conseguenze. Uno: bisogna revocare quell’atto, se no occupiamo tutto quello che c’è da occupare. Due: di pari passo l’ ”Ora basta” deve uscire anche dalle bocche di tutto il consiglio regionale in una riunione che dichiari incompatibili Scura e Urbani”.

PASQUALE LAMBOGLIA, sindaco di Tortora – “È già stato detto tutto. Anche io sono contrario ad un nuovo incontro con Scura”.

CIRIACO BIONDI, sindaco di Buonvicino – “Come molti cittadini anche io sono stanco di questi incontri tra di noi. Sono con tutti voi, ma voglio e propongo che la nostra azione diventi concreta. Altrimenti non partecipo più. Lo dico per la mia esperienza da sindacalista. Dobbiamo occupare gli uffici regionali e abbandonarli solo a questione risolta! O così o non partecipo più e non farò altro che sperare che Gesù Cristo mi faccia stare bene”.

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FRANCESCO SILVESTRI, sindaco di Verbicaro – “Sono anche io per l’occupazione. Convochiamo i consigli tutti e deliberiamo per chiedere la revoca del decreto e dei commissari”.

ANTONIO DE CAPRIO, sindaco di Orsomarso – “Abbiamo un mandato popolare. Il popolo lo dobbiamo ascoltare. Io lo faccio e soffro sentendo le cose che hanno da lamentare i mei cittadini. Ci vuole una soluzione drastica, ci vogliono azioni di rottura dello scippo che subisce costantemente la nostra sanità. Sono pronto anche a restituire la fascia tricolore e spero che siate anche voi pronti a farlo. I cittadini sono stufi e noi siamo incazzati seriamente. Per me la proposta è: occupazione, blocco delle vie di collegamento, riconsegna delle fasce e non altro”.

GIOVANNI CEGLIE, sindaco di Aieta – “Io propongo di percorrere le strade istituzionali con iniziative improntate al sostegno del presidente Oliverio prima di percorrere tutte le altre”.

ENRICO GRANATA, sindaco di Belvedere Marittimo – “Aggiungo solo che se il decreto di Scura non venisse ritirato si può pensare di impugnarlo davanti al Tar”.

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