Sanità e territorio, in 48 ore la spoliazione accelera

48 ore frenetiche: da Scura che riapre Trebisacce ma non Praia a Mare, alla probabile chiusura del Ps di Belvedere Marittimo e fino ai sindaci pronti a chiedere provvedimenti.

PRAIA A MARE – Trebisacce ospedale, Praia a Mare Casa della salute. Il pronto soccorso della clinica privata convenzionata Tricarico di Belvedere Marittimo pronto a chiudere. I sindaci del Tirreno cosentino si incontrano a Scalea e vogliono provvedimenti seri da parte della politica regionale.

Sono state 48 ore frenetiche le ultime trascorse sul territorio. La sanità locale incassa l’ennesimo duro colpo e ora si dispiegano le reazioni.

Tutto parte dal decreto 30 assunto lo scorso 3 marzo dal commissario ad acta per l’attuazione del Piano di rientro dai disavanzi del sistema sanitario regionale calabrese, Massimo Scura. L’atto riorganizza le cosiddette reti assistenziali. Nel particolare decide per la riapertura dell’ospedale di Trebisacce e conferma invece lo status di mera Casa della salute per quello di Praia a Mare. Le due strutture smettono dunque di avere una “storia comune”.

Sempre nelle stesse ore, si è appreso che la proprietà della clinica Tricarico di Belvedere Marittimo, struttura privata ma convenzionata con il Ssr calabrese, è pronta a chiudere il servizio di pronto soccorso per motivi economici. (mancanza di pagamenti)

Sommando tutto, la carenza di assistenza sanitaria nel territorio dell’Alto Tirreno cosentino addirittura peggiorerebbe.

Per questo motivo i sindaci, riuniti ieri sera a Scalea (era presente anche il consigliere regionale Giuseppe Aieta) hanno deciso di riunirsi domani, domenica 6 marzo 2016, nella sala consiliare del Comune di Praia a Mare, alle 10.

Nella riunione decideranno cosa e come farlo, ma è già chiaro che imboccheranno la strada di Catanzaro per discuterne con il presidente Mario Oliverio.

“L’intero piano regionale sanitario – scrivono in una nota i sindaci – e in particolare le statuizioni assunte per quanto attiene i comuni ricadenti sul tirreno cosentino deve essere rivisitato, atteso che vengono lesi diritti costituzionalmente garantiti”.

All’incontro sono stati convocati anche rappresentanti istituzionali calabresi a partire da quelli provinciale e regionali, fino alla deputazione parlamentare.

Intanto, sempre nelle stesse 48 ore, sui social media è possibile leggere il nervosismo delle persone comuni per quanto sta accadendo. C’è chi inneggia alla protesta per sovvertire un destino sempre più avverso per la popolazione locale.

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