San Sago, resta solo l’ordinanza di chiusura

Ultimo ostacolo alla riaccensione degli impianti di San Sago: un'ordinanza di chiusura del sindaco. Si attende il giudizio del Tar. Intanto l'opposizione punta l'indice contro la giunta.

TORTORA – Resta solo l’ordinanza di chiusura emanata dal sindaco di Tortora il 24 marzo del 2014 ad impedire la riaccensione degli impianti di depurazione rifiuti speciali pericolosi e non di San Sago.

Ma il provvedimento urgente è in attesa di una decisione del Tribunale amministrativo regionale della Calabria dopo che la proprietà del depuratore lo ha impugnato. Le parti ne hanno discusso meno di una settimana fa davanti al Tar che ora dovrà esprimersi.

Gli scenari possibili sono almeno due. Se il Tar boccia l’impugnazione del provvedimento, l’ordinanza sindacale resta in vigore e gli impianti restano fermi. Nel caso contrario nulla ostacolerebbe la ripresa delle attività.

Neanche probabilmente – sempre nel caso della seconda ipotesi – un eventuale ricorso al Consiglio di Stato contro la decisone del tribunale regionale.

Rimarrebbe poi l’istanza presentata alla Regione Calabria di ritirare l’Autorizzazione integrata ambientale. Ma – ricordiamo – il dipartimento Politiche dell’ambiente della regione Calabria, il 20 dicembre del 2013, ha emanato un decreto di sospensione della stessa ritenendo quest’ultima la soluzione più appropriata. I termini di quella sospensione sono decorsi e da allora la regione non si è più espressa.

Se proprio dovesse farlo potrebbe inoltre influire il recente punto messo a segno dalla proprietà privata con la Cassazione che ha dichiarato inammissibile il ricorso presentato dalla Procura della Repubblica di Cosenza contro il decreto di dissequestro deciso dal tribunale del riesame.

Ricapitolando: impianto dissequestrato ma chiuso da un’ordinanza che attende di essere giudicata e autorizzazione regionale probabilmente confermata. Per chi nella battaglia di San Sago si è schierato contro gli impianti, uno scenario non proprio ottimistico.

I recenti sviluppi della vicenda hanno dato modo al gruppo consiliare di minoranza Progetto di sviluppo di rilanciare l’attacco alla gestione della Giunta Lamboglia.

Il leader Raffaele Papa ha dato già per scontata la “riapertura” dell’impianto.

Riapre San Sago – ha detto – e il comune di Tortora che fa? Nulla. Che la politica sia il campo spesso frequentato da gente senza scrupoli capace di calpestare la dignità altrui pur di raggiungere i propri personali fini ne abbiamo giornalmente la prova. Di questi giorni è la notizia che la Corte di Cassazione con disappunto da parte di tutti noi ha dato via libera all’impianto di San Sago. Pochi mesi fa con spudorata ipocrisia e ripugnanti menzogne l’attuale sindaco ed i suoi amici hanno condotto una campagna denigratoria contro la persona di Raffaele Papa e l’intero gruppo politico. Oggi invece fanno riaprire San Sago. Se avete onestà chiedete almeno scusa”.

E ancora: “Personalmente e politicamente sono sempre, e ripeto sempre, stato contro l’impianto di San Sago e per la tutela e valorizzazione del fiume Noce. Chi ha fatto aprire e funzionare San Sago sono coloro che hanno gestito e gestiscono il territorio tortorese da oltre 20 anni e che oggi si scoprono paladini del nulla. Questa è la semplice verità”.

Dichiarazioni che hanno trascinato nella polemica assessori e consiglieri comunali e sostenitori delle due fazioni.

Questo il pensiero del sindaco di Tortora, Pasquale Lamboglia. “Mi meraviglio – ha detto – che ci si arrampichi in questo modo sugli specchi sbandierando il verdetto della Cassazione. Sapevamo bene che la corte era stata adita per bloccare un dissequestro deciso a marzo scorso periodo nel quale gli impianti avrebbero già riaperto se non ci fosse stata la nostra ordinanza. E poi aspettiamo le motivazioni della Cassazione che si è espressa per l’inammissibilità del ricorso e che, quindi, potrebbe aver ravvisato un vizio procedurale piuttosto che una carenza di motivazioni del ricorrente nel chiedere di bloccare il dissequestro. Noi responsabili della eventuale riapertura di San Sago? Questa è una chiara distorsione della realtà”.

Infine il primo cittadino ha aggiunto che a breve incontrerà di nuovo il Prefetto di Cosenza per un confronto sulla vicenda.

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