San Sago, si prepara la controffensiva

Chiusura revocata: l'impianto pronto a rientrare in funzione. Intanto il sindaco di Tortora pensa al Consiglio di Stato, Italia nostra al Ministero dell'Ambiente. Tace l'opposizione.

TORTORA – L’impianto di San Sago è pronto a ripartire dopo la decisione del Tar Calabria di revocare l’ordinanza di chiusura del sindaco di Tortora. L’amministrazione comunale è pronta a seguire tutte le altre strade giuridiche e istituzionali per impedire che ciò avvenga. L’opposizione intanto prende tempo per esprimere una propria posizione. L’associazione ambientalista Italia nostra interesserà della questione il Ministero dell’Ambiente.

È il quadro che si va via via componendo dopo che il tribunale amministrativo regionale calabrese ha dichiarato illegittima l’ordinanza sindacale di chiusura dell’impianto di smaltimento rifiuti liquidi speciali non pericolosi nella contrada di San Sago di Tortora. (ne abbiamo parlato qui)

Nelle ore immediatamente successive alla decisione del Tar il sindaco Pasquale Lamboglia ha confermato quanto detto già nei mesi precedenti. (ne abbiamo parlato qui) Tutte le strade saranno battute, compreso il ricorso al Consiglio di Stato.

L’opposizione in consiglio comunale, interrogata in merito, prende tempo. “Non abbiamo ancora una posizione sull’ultimo aggiornamento – ha detto Raffaele Papa, capogruppo di progetto di sviluppo –. Vogliamo leggere bene la sentenza e capire meglio”.

Infine Italia Nostra che in una nota effettua considerazioni critiche circa la qualità delle acque del fiume Noce e del tratto di Mar Tirreno in cui il corso d’acqua sfocia: “La limpidezza delle acque non è più quella di un tempo. Questo è lo stato delle cose a tutti noto ma ampiamente sottovalutato da amministrazioni (non tutte), operatori turistici e classi dirigenti. In questo contesto – prosegue Italia Nostra – l’impianto privato di depurazione e compostaggio di San Sago inserito in un ecosistema come quello descritto, è di fatto un corpo estraneo, assolutamente incompatibile. Italia nostra, su questa linea, si rivolgerà al Ministero dell’Ambiente, al dipartimento Ambiente della Regione Calabria ed a tutte le amministrazioni interessate affinché venga rivista l’Autorizzazione integrata ambientale concessa nel 2009. Nel frattempo – conclude la nota – va assolutamente garantito un effettivo, severo, rapido e quotidiano monitoraggio del fiume Noce richiamando l’Arpab e l’Arpacal alle loro responsabilità”.

2 Responses to San Sago, si prepara la controffensiva

  1. Antonio feb 9, 2016 at 08:00

    Sarebbe opportuno un picchetto che controlli che nessun tipo di scarico venga effettuato nel fiume, è l’impianto può funzionare gli avanzi li portino a casa di chi ha autorizzato la riapertura.

  2. Ciccio feb 9, 2016 at 12:08

    Se controllano come (NON) hanno fatto per tutti gli anni scorsi…

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