Riaprire l’ospedale: tormentone che nessuno (che conti) ripete

È il tormentone della gente comune che teme la malasanità. Lo dicono perfino i sindaci del territorio. Ma chi conta davvero (vedi Oliverio) non lo dice, mai chiaramente. EDITORIALE

PRAIA A MARE – “L’ospedale di Praia a Mare va riaperto”.

Una frase che ormai è diventata un tormentone. Ma non per tutti. Lo dico io, lo dici tu, lo dicono loro. Lo dice insomma la gente comune. Le persone. Quelle che hanno saggiato sulla propria pelle o dei propri cari cosa significa un deficit di sanità. Lo dice chi non lo ha saggiato, ma teme possa capitargli. Lo dicono i sindaci. Lo dicono apertamente da molte riunioni e, non da ultimo, lo hanno detto al presidente della Regione Calabria, Mario Oliverio. (e noi ne abbiamo parlato qui)

Ma ci sono tutta una serie di figure istituzionali, quelli che contano, che proprio questa frase non la vogliono pronunciare. Ovviamente non contano i politici a caccia di voti (in particolare quelli del Partito democratico) che in visita sul territorio questa frase l’hanno urlata così forte da sollevare in aria migliaia di schede elettorali: Bindi, Magorno e Guccione solo per citarne alcuni.

Non è in grado di proferirla nemmeno il governatore. Poco fa, Oliverio ha rilasciato un comunicato stampa che entra nei dettagli dell’incontro avuto con i sindaci ieri. Vi chiedo un po’ di pazienza: cliccate su questo link, leggete, e poi se avrete ancora pazienza tornate su questa pagina.

Fatto? Avete anche voi la stessa sensazione che ho avuto io? Un comunicato in cui si dice che i sindaci hanno chiesto la riapertura dell’ospedale non è la stessa cosa di un presidente della regione che lo dice con chiarezza.

Le parole di Oliverio infatti sono: “È un dato di fatto che la chiusura degli ospedali di Praia a Mare e di Trebisacce ha prodotto un incremento della mobilità sanitaria” e fino a qui tutto bene. Poi, quando ti aspetti la frase tanto attesa, il nostro amato tormentone, ecco che spara: “In queste aree disagiate bisogna garantire servizi ospedalieri capaci di corrispondere alle esigenze urgenze e di garantire le cure primarie e la prevenzione“.

E allora rimani un po’ deluso. Perché di mezzo la parola ospedal- c’è, ma non è esattamente ospedale. Ha detto servizi ospedalieri. Potrebbe significare molte cose. Basti pensare che attualmente l’ex ospedale si chiama Casa della salute eppure di sanità non ce n’è poi tanta se tutti quanti ci lamentiamo in questo modo da tre o quattro anni.

Insomma, un offensivo abuso di caratteri. Tante parole per non dire praticamente nulla. Non un chiaro intento né un abbozzo di strategia. Non di certo la frase che un elettorato di centrosinistra o comunque un popolo amministrato avrebbe voluto sentire: “L’ospedale di Praia a Mare deve riaprire”.

Eppure c’è stato qualche organo di informazione che ha voluto titolare “Oliverio: riaprire gli ospedali di Praia a Mare e Trebisacce” mettendogli fin troppo generosamente in bocca parole che non ha pronunciato.

Non so voi, ma io mi sento preso in giro.

One Response to Riaprire l’ospedale: tormentone che nessuno (che conti) ripete

  1. antonio gen 13, 2016 at 00:03

    Questi signori come li chiami tu ne hanno fatto il loro slogan elettorale visto che ( si può fare) era riciclato e tenta brava gente ha abboccato. adesso continuano imperterriti nelle loro corruzioni piccole o grandi che siano, noi stiamo a guardare.le parole non servono più servono fatti anche gravi ma fatti.

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