Paola, Perrotta smonta il dissesto

L'ex sindaco punta ai dati della commissione per avvalorare la sua tesi: la dichiarazione si poteva evitare

PAOLA – Smontare il dissesto. O meglio rintuzzarne la scelta, considerata deleteria. È l’obiettivo che Roberto Perrotta cavalcherà fino alla prossima competizione elettorale che lo vedrà molto probabilmente per la terza volta in campo. Nessuna voglia di rivalsa verso gli attuali amministratori. Ma semplicemente porterà avanti la sua tesi.

L’ex sindaco che si è appellato al consiglio di stato, per superare la decisione del tribunale amministrativo regionale, comunque vada cercherà di spiegare alla città come si poteva e perché di doveva evitare. Lo farà partendo da alcune convinzioni. L’ente ad esempio doveva incassare 12 milioni di euro di tasse (dal 2006 al 2011), una somma di circa 2 milioni di euro è relativa ad anticipi per l’alluvione del 2010, c’era un credito consistente che ammontava a circa 1,5 milioni di euro nei confronti del Ministero della Giustizia per le spese del tribunale. Grosse somme che si avvicinano alla massa passiva di circa 18milioni e mezzo di euro che ha portato il comune a effettuare la dichiarazione di dissesto economico finanziario. Un dissesto che per l’ex primo cittadino era evitabile.

Dopo tre anni dalla dichiarazione potrebbero emergere dati a suffragare alcune tesi. L’ente in passato non incassava ma nemmeno ad oggi pare che ci discostiamo molto dalle percentuali di qualche anno fa. Far quadrare un bilancio non è mai operazione facile.

Ecco perché si attende con impazienza che la commissione liquidatrice del comune di Paola completi il suo lavoro. Solo alla fine di questo si potranno trarre conclusioni certe.

Fatto sta che ad oggi questo dissesto sta portando molte iatture al comune di Paola. Le tasse al massimo, i servizi dimezzati, le strutture sportive affidate all’esterno, il blocco di assunzioni che inficia l’incremento di una pianta organica, quella comunale, sotto la scoglia minima di 30 unità.

I socialisti hanno maturato la convinzione in questi mesi che il disegno ben preciso della Giunta di centrodestra è stato quello di “cancellare” il passato. Amministrare una città come Paola non è facile. Cosa poteva e doveva fare questa amministrazione comunale? L’ex sindaco a precisa domanda è stato molto chiaro. Perrotta è partito da una premessa. Nel suo primo mandato ha sentito il dovere e l’obbligo di rapportarsi anche con chi lo aveva preceduto (Giovanni Gravina) per avere delucidazioni su alcuni progetti poco chiari. E invece Ferrari cosa ha fatto? Secondo il due volte primo cittadino il suo successore è andato avanti smantellando e demolendo tutto quanto era stato costruito.

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