Paola, omicidio colposo: tre medici a giudizio

Accusati della morte di Antonio Petrai: a giudizio il responsabile della chirurgia del San Francesco, Guglielmo Guzzo, Walter Anselmucci e Giancarlo Pagliaro.

PAOLA – Tre medici dell’ospedale San Francesco di Paola a giudizio per l’accusa di omicidio colposo.

Si tratta dei dottori Guglielmo Guzzo, Walter Anselmucci e Giancarlo Pagliaro, difesi rispettivamente dagli avvocati Alfredo Garritano, Sabrina Mannarino e Lucio Esbardo. I fatti risalgono a cinque anni fa e sono relativi al decesso di un anziano signore, Antonio Petrai, cui la famiglia (originaria di Napoli) si è costituita parte offesa.

Il procedimento si è aperto ieri mattina dinanzi al giudice per le indagini preliminari del tribunale di Paola, Marco Bilotta.  Dopo la chiusura delle indagini e la richiesta di rinvio a giudizio della procura di Paola sono stati nominati ben quattro consulenti. Secondo la difesa dei camici bianchi però le perizie sono contrastanti tra loro e ne hanno pertanto richiesto una verifica nel corso dell’udienza di ieri. Il Gip dopo la camera di consiglio ha invece deciso di rinviare a giudizio tutti e tre gli indagati. Il processo si aprirà il 2 febbraio 2017 dinanzi al giudice monocratico.

Guzzo, oltre a essere sindaco del Comune di Dipignano è responsabile dell’Uo di chirurgia dell’ospedale di Paola. Secondo l’accusa i tre medici in concorso tra loro avrebbero cagionato la morte dell’uomo che era stato sottoposto a operazioni chirurgiche all’intestino (il dottor Anselmucci aveva comunque partecipato solo alla prima). L’anziano è poi deceduto “per tromboembolica polmonare insorta dopo un prolungato allettamento conseguente a ripetuti interventi chirurgici per occlusione intestinale da diverticolite acuta e successive insorte complicanze su soggetto con miocardiopatia ipertensiva”.

L’uomo era giunto in reparto di chirurgia dopo il transito dal pronto soccorso per “occlusione intestinale”. Antonio Petrai era stato quindi operato ad agosto 2011 poi altre due volte nel giro di un altro mese. Tre volte sotto i ferri. L’ultima volta il giorno precedente (“per riparare alle gravi complicanze scaturite dalla deiscenza della satura al colon e della lacerazione della milza”) al suo decesso avvenuto il 7 settembre 2011. “A seguito delle condotte omissive e commissive – scrive la procura – le condizioni del Petrai risultavano compromesse da determinare eventi trombotici ed embolici che ne cagionavano la morte”.

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