Omicidio Giordanelli, “setacciati” pc e cellulare di Di Profio

Incarico della procura a due periti per analizzare hard disk e tabulati telefonici. Dalle indagini spuntano dichiarazioni del marito della Giordanelli che avvalorano la tesi geolsia.

CETRARO – Passati al setaccio il computer e il telefonino dell’indiziato omicida Paolo Di Profio.

È stato dato incarico l’altro ieri a due consulenti dalla Procura della Repubblica di Paola al fine di effettuare una serie di perizie non soltanto del pc allo stesso sequestrato, ma anche del traffico telefonico intercorso con la dottoressa Anna Giordanelli e con l’ex moglie Serena, sorella della deceduta.

I due periti proprio ieri mattina hanno estrapolato ogni loro contenuto per metterlo a disposizione degli inquirenti della procura di Paola. Le indagini sono coordinate dal procuratore capo Bruno Giordano coadiuvato dai PM Sonia Nuzzo e Maria Camodeca.

Si cercano altre prove, al fine di rafforzare il lavoro, e non da poco, svolto in sole 24 ore dai carabinieri della compagnia di Paola, agli ordini del capitano Antonio Villano.

A carico di Di Profio come ha spiegato il Gip nella convalida del fermo sussistono “gravi, precisi e concordanti indizi. Ciò si desume dal compendio investigativo agli atti, corroborato dalle risultanze dei rilievi ematici riscontarti in casa del fermato su suoi effetti personali ed all’interno dell’autovettura, da quelle delle immagini videofilmate estrapolate da impianti privati immortalanti la sua autovettura transitare sui luoghi del delitto in orari pienamente compatibili con l’evento, dagli esami sulla salma della Giordanelli e dalle analisi sull’arma impropria utilizzata per il delitto e su quanto in sequestro poste in essere dai solerti ufficiali del Norm dei Carabinieri di Paola”. Proprio la radiomobile guidata dal luogotenente Antonio Nappi ha svolto un lavoro non da poco con la collaborazione degli uomini della stazione di Cetraro e del nucleo operativo.

Addirittura dagli atti è emerso come l’infermiere avesse confidato al marito della defunta cognata di avere “il fondato sospetto (che la moglie) intrattenesse una relazione extraconiugale con un noto esponente di vertice del clan Muto (un soggetto già frequentato dallo stesso Di Profio)”. I dissapori tra marito e moglie si sarebbero acuiti al punto che come riferisce il cognato “in un filmato video si sarebbe visto Di Profio prendere a sassate l’auto di Serena Giordanelli parcheggiata in Cetraro marina sfondandole il parabrezza”.

È probabile che la gelosia abbia accecato l’infermiere negli ultimi tempi. Quel che è certo è che non aveva accettato la separazione che imputava anche alla famiglia dell’ex moglie.

Per adesso i difensori dell’unico indiziato, gli avvocati Sabrina Mannarino e Michele Rizzo, si sono riservati di nominare consulenti di parte. Di Profio nel frattempo è stato trasferito dalla casa circondariale di Paola a quella di Matera. Si rimane pertanto in attesa di eventuali risvolti che potranno dare anche le perizie effettuate ieri mattina.

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