Mattatoi fuori legge, tutti a processo

Mattatoi di Fuscaldo e San Pietro in Amantea: dirigenti e veterinari dell’Asp rinviati tutti a giudizio. Tra le accuse contestate omessa denuncia dei fatti costituenti reato.

PAOLA – Dirigenti e veterinari dell’Asp rinviati tutti a giudizio.

Il caso dei mattatori fuori legge di Fuscaldo e San Pietro in Amantea approderà il 9 novembre 2016 davanti al tribunale di Paola in composizione collegiale. La decisione è giunta ieri mattina. Il Gip, Marco Bilotta, dopo una breve camera di consiglio ha accolto la richiesta formulata in aula dal pubblico ministero, Teresa Valeria Greco. (ne abbiamo parlato qui)

Tra gli imputati c’è anche l’ex presidente della Comunità montana del Medio Tirreno e Pollino (già vicesindaco di Belmonte Calabro), Giuseppe Bruno. Assieme a Bruno a processo anche Peppino Pastura, Ercole Giuseppe, Gianfranco Pascale e Francesco Rago.

Le accuse sono quelle di omissioni, inosservanze nei controlli, violazioni delle normative ambientali, falso materiale e ideologico.

Nelle rispettive qualità ai cinque imputati è stato addebitato di aver favorito la distribuzione di sostanze alimentari (carni) in cattivo stato di conservazione e insudiciate. Veniva riscontrato che la struttura di macellazione (il mattatoio comunale di Fuscaldo) gestita dalla società Ma.Pa Snc Pastura Peppino & C. presentava gravi carenze igienico sanitarie e di sicurezza a cui si aggiungeva l’esecuzione di lavori edili e contestuali con inevitabile contaminazione della carne macellata con le polveri nonché di materiale organico rimasto a seguito di precedenti operazioni di macellazione.

Cosa, questa, che determinava un ulteriore provvedimento inibitorio. Nel caso del mattatoio di San Pietro in Amantea viene contestato a Bruno di aver omesso di denunciare la situazione di carenza strutturale.

Inoltre i cinque imputati sono accusati di omissione nella collocazione di impianti e apparecchi destinati a prevenire disastri sul lavoro. Su Pastura pesa l’accusa di aver scaricato i reflui derivanti dalla concimaia del mattatoio nel torrente Maddalena (Fuscaldo).

Assenti autorizzazioni allo scarico. La gestione dei reflui è stato accertato che ammontava a un totale di 4milioni 436mila 550 litri di cui “si disconoscono le modalità di smaltimento derivanti dalla macellazione di bovini e suini del mattatoio comunale sito in località Maddalena senza aver chiesto ed ottenuto la prescritta autorizzazione che è rilasciata dalla competente autorità amministrativa”.

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