Assunzioni sospette all’Asp, tutti a casa

Il neo direttore dell'Asp di Cosenza delibera: confermato l'annullamento in autotutela della convenzione con la Regione Calabria per l'utilizzo di circa 200 precari e conseguenti atti.

COSENZA – Il direttore generale dell’Azienda sanitaria provinciale di Cosenza, Raffaele Mauro, manda definitivamente a casa tutti i lavoratori precari al centro dell’intricata vicenda delle assunzioni sospette presso l’ente.

Lo si apprende da una delibera pubblicata oggi a firma del dg dell’Asp nominato lo scorso 12 gennaio 2016 con decreto del presidente della Giunta della Regione Calabria.

Nel corpo della deliberazione si legge che Mauro prende atto del decreto dirigenziale 16641 dello scorso 30 dicembre con il quale veniva annullata in autotutela la convenzione 1616 del 2 dicembre 2014 e conseguenti atti.

Mauro ha inoltre dato mandato alle Risorse umane aziendali di chiudere le posizioni previdenziali per i soggetti in questione.

LA VICENDA – Con la convenzione in sostanza si procedette all’avviamento al lavoro di precari e disoccupati di lunga data con un progetto per il superamento del precariato attuato dalla Regione Calabria. In provincia di Cosenza la misura interessò circa 200 soggetti lavoratori che presero servizio come Lsu e Lpu presso le strutture sanitarie dell’Asp, per 20 ore settimanali e per un massimo di 80 mensili dopo aver svolto un periodo di formazione di almeno 20 ore. A disporre la loro assegnazione alle strutture sanitarie i rispettivi direttori dei distretti territoriali dell’Asp. Il percorso si sarebbe dovuto concludere con la stabilizzazione proprio nel 2016.

Immediatamente la questione balzò agli onori della cronaca dal momento che i contratti furono firmati alcuni giorni prima del voto regionale del 23 novembre 2014. Non risultò inoltre chiaro ai sindacati con quale criterio i lavoratori furono ricompresi negli elenchi. Proprio dalla Cgil partì un esposto alla Procura della Repubblica di Castrovillari, ma in seguito un fascicolo fu aperto anche dalla procura di Cosenza.

Della vicenda si interessò anche l’allora commissario ad acta per il Piano di rientro dal deficit economico della sanità della Regione Calabria, Luciano Pezzi che parlò di vicenda ricca di stranezze.

A dicembre 2014, l’Azienda sanitaria provinciale di Cosenza sospese il loro utilizzo.

A beneficio di coloro che volessero ricostruire nel dettaglio la vicenda si può cliccare qui e consultare l’archivio di blogtortora relativo a tutti gli articoli in merito.

One Response to Assunzioni sospette all’Asp, tutti a casa

  1. angelo vanni gen 19, 2016 at 11:01

    non entro nel merito della vicenda,ma a mio avviso da quando è sorta l’asp che tranne rari casi, bisognerebbe mandarli a casa tutti indistintamente, per non parlare di quelli che timbravano e non lavoravano e che non stati licenziati,. ripeto non conosco nei dettagli la vicenda, ma da che mondo è mondo ,senza un preavviso di almeno 3 mesi come si fa a mandare in mezzo alla strada circa 200 persone che senz’altro avranno presi impegni economici,e per impegni economici significa anche fare la spesa quotidiana

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